1025 preferenze e ora…un centrosinistra a 5 stelle!

italiabenecomune5stelleCon l’arrivo del dato sulle preferenze all’estero il quadro è definitivamente completo e mi sento di dire la mia.
È andata male, molto male. PD al minimo storico e SEL al di sotto delle peggiori aspettative. Bersani ha sbagliato completamente la sua campagna elettorale, che disgraziatamente era anche la nostra, sia sul piano comunicativo, scegliendo di volare basso e puntare sulla responsabilità da opporre al populismo degli avversari, e sia su quello della strategia politica, puntando tutto su un’alleanza con un centro quanto mai evanescente in termini elettorali. SEL rimane risucchiata nella spirale moderata del PD, incapace di distinguersi a sufficienza e di manifestare la propria autonomia progettuale rispetto alle continue aperture a Monti. Non era una partita facile, ma quando si va cosi male (a partire dalla sconfitta in Puglia), o si parte dall’autocritica, o non vale la pena ripartire.
Se i risultati sono quelli che sono, bisogna prenderne atto. Il Movimento 5 Stelle è il primo partito italiano ed è per tanto inevitabile considerarlo come un interlocutore imprescindibile in assenza di una maggioranza. Sulla battaglia per la legalità, per la riforma della politica, ma anche per una difesa dei soggetti sociali più esposti al prezzo della crisi e una diversa gestione della crisi a livello europeo, è possibile trovare dei punti di intesa. Serve un programma minimo di riforme che includa la legge elettorale, e soprattutto serve verificare che gli eletti a 5 Stelle dimostrino coi fatti di essere autonomi da quello che definiscono il loro portavoce. È una partita estremamente complessa, su un crinale strettissimo e pieno di incognite. Ma non c’è alternativa al tentativo di giocarla e potrebbe perfino riservare delle sorprese positive. Un governissimo con Berlusconi, avrebbe ancora meno senso politico e non ci aiuterebbe né a cambiare il segno delle politiche europee, né a ridare dignità alle istituzioni democratiche in Italia.
Personalmente, ho condotto una campagna elettorale all’insegna del sorriso e dell’ottimismo, mentre tutto intorno a me lasciava temere il peggio. Ho lavorato all’interno di un percorso politico in cui mi riconoscevo, senza chiudere gli occhi di fronte a quello che non mi piaceva, ma cercando di fare del mio meglio perchè risultasse vincente. Prima delle elezioni dicevo: sopra le 500 preferenze sono contento, sopra le 1000 è un miracolo, sopra le 1500 corro a denunciare i brogli. Ne ho prese 1025, e sono molto contento di potermi risparmiare un viaggio in procura!
Abbiamo seminato qualcosa di buono. Da domani si torna a lavorare per farlo crescere, tutti insieme!

 

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