Studiare in UK

In questa pagina c’è qualche informazioni basilare per chi volesse venire a studiare in UK (come ho fatto io tanti anni fa), raccolta insieme ad amici e compagni ricercatori. Per domande più specifiche potete scrivermi direttamente.

1) tipi di qualificazioni

BA/BS: Bachelor of Art or Bachelor of Science. E’ la nostra laurea triennale. Dura anch’essa tre anni o quattro (se un anno viene fatto all’estero). Solitamente il numero dei corsi per anno è minore rispetto all’Italia; ogni corso prevede un esame di metà anno (a Dicembre) e un esame finale (di solito Aprile-Maggio), possono occasionalmente esserci delle prove in itinere, chiamati assignments. Normalmente gli esami sono scritti. L’ultimo anno viene richiesto un progetto finale, simile alla nostra tesina triennale.
MA/MS: Master of Art or Master of Science. E’ la nostra laurea magistrale. Può durare uno o due anni a seconda del corso. Il master di un anno e’ spesso molto intensivo, 12 mesi filati, con i primi due trimestri di corsi, un trimestre di esami (a Maggio) e il progetto finale di tre mesi durante l’estate (l’equivalente della nostra tesi finale), che corrisponde a un terzo del monte crediti complessivo. Molti Master non sono riconosciuti in Italia per i concorsi pubblici. Occorre informarsi in Italia caso per caso.
MPhil: Master of Philosophy. Questo corso, offerto solo da alcune università, non ha un vero e proprio equivalente nel sistema italiano. É simile alla nostra magistrale, ma di solito è ‘research based’, ovvero non ci sono corsi da frequentare, ma mini-tesine da consegnare ogni tre mesi ed una tesi finale. É un corso molto intenso ed è a volte richiesto per l’accesso al PhD (in molti programmi di dottorato, ne costituisce il primo anno, al termine del quale si viene trasferiti con un upgrade allo status di dottorandi).
DPhil/PhD: equivale al nostro dottorato. Solitamente dura 3 anni con la possibilità di prolungarlo per un anno (solitamente senza borsa, ma anche senza pagare tasse o con tasse ridotte) per completare la redazione della tesi.
Ogni università ha regolazioni differenti in merito ai corsi da frequentare, che comunque solitamente sono ridotti e si concentrano sulle abilità trasferibili. Durante il dottorato, un candidato deve non soltanto completare il proprio progetto di ricerca, ma anche partecipare a convegni in qualità di relatore, pubblicare qualche articolo; non di rado vengono assegnate anche mansioni di insegnamento.
PGCE: Postgraduate Certificate of Education. Attualmente è l’unico modo per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nella scuola pubblica inglese (il governo attuale, però, ha intenzione di chiudere questi corsi). Dura solitamente un anno e richiede un BA nella disciplina che si vorrebbe insegnare. Vi si può accedere in due modi: tramite test di ingresso (le tasse sono più alte) o tramite una scuola (se si sta già lavorando; ma l’insegnamento volontario non retribuito non conta).
Altre qualificazioni para-universitarie:
Fellowship of the Higher Education Academy: è la qualificazione standard per insegnare all’università (al momento non è obbligatoria, ma lo diventerà entro i prossimi anni). Solitamente le singole università organizzano i corsi (120 ore). L’esame finale (portfolio) consiste di una breve tesina teorica e in alcune prove pratiche di insegnamento.
CELTA: Certificate in Teaching English to Speaker of Other Languages. É la qualificazione internazionale per insegnare inglese come L2 (seconda lingua).

2) entry requirements (requisiti d’ingresso)
La conoscenza dell’inglese è certificata coi punteggi acquisiti negli esami offerti da uno o più dei seguenti test:

TOEFL

IELTS

Cambridge English Proficiency

La registrazione ai test è anche piuttosto costosa e conviene prepaparsi in modo molto specifico cercandosi online dei test degli anni passati e dei tutorial di preparazione. Per noi italiani lo scoglio principale sono lo speaking e il writing e ho sentito tante volte di esami falliti per un mezzo punto in una di queste sezioni. Preparatevi bene in tutto!

L’equipollenza dei titoli passati è generamente semplice da ottenere (siamo in UE) nelle principali università tuttavia può capitare che alcune università non riconoscano la specialistica/magistrale italiana e viceversa non tutti gli MA sono riconosciuti in Italia. Ad esempio a Oxbridge (espressione che indica congiuntamente le università di Oxford e Cambridge) non si riconosce sempre la magistrale italiana, il Master di LSE e LBS non sono riconosciuti come magistrale in Italia.

3) application process
Il processo di ammissione ai corsi è spesso lungo e un po’ laborioso: meglio prepararsi in anticipo. I procedimenti variano da università a università, quindi è bene farsi un giro sui siti internet delle istituzioni che più vi interessano. Nella maggior parte dei casi vale il principio del first-come, first-served per cui conviene sempre mandare le application appena possibile.
Solitamente queste sono le tipologie più comuni di documenti richiesti:

Personal statement: una vera e propria lettera di presentazione e motivazioni: dovete presentarvi brevemente (di solito massimo 500 parole) e spiegare perché pensate di essere il candidato ideale per quel corso. É importante mettere bene in mostra le vostre capacità e qualità, ma non inventatevi titoli o capacità che non potete documentare.Qui trovate qualche utile guidelines. in inglese.
Reference letters: le lettere di presentazione variano in numero da una a tre. Possono essere lettere di docenti o datori di lavoro. Più si è conosciuti e apprezzati dal referee (colui che scrive la lettera), più questa è significativa e vi fa guadagnare punti. Più la lettera è generica e vaga, scritta da qualcuno che vi conosce a malapena, meno verrà considerata.

Transcripts: nient’altro che i certificati dei vostri titoli precedenti (Diploma, laurea triennale etc.). Se state ancora completando il ciclo di studi inferiori, è probabile che vi verrà fatta una conditional offer (offerta di un posto a patto che raggiungiate un determinato risultato nel corso di studi che state affrontando) e vi verranno chiesti i transcripts per documentare i vostri risultati. Lo stesso discorso vale per i test di lingua inglese: le università richiedono una copia del certificato per verificare che abbiate raggiunto il livello richiesto. Se i transcripts non sono in inglese, vanno fatti tradurre da un traduttore giuridico.

Research Project: questo è richiesto per il Phd e in genere per gli MA/MPhil research-led. si tratta di un breve scritto (di solito 500-800 parole) in cui spiegare in dettaglio il proprio progetto di ricerca (possibilmente con acclusa una bibliografia fondamentale, non inclusa nel limite di parole).
Interview: è lo stage finale, se l’application è stata inserita nella shortlist dei candidati che hanno fatto migliore impressione.

4) classifica delle università
Gli inglesi e gli americani tengono molto a questo genere di classifiche da cui è possibile ricavare qualche utile indicazioni sul prestigio dell’università ma anche sulla qualità dei corsi.

University guide del Guardian 2013

University guide del Guardian 2014

5) funding applications
Nel mondo dell’università anglosassone c’è una vasta gamma di enti che erogano borse di studio per pagare le tasse, e il sostentamento per la durata del proprio corso. Ad esempio

AHRC

MRC

Welcome Trust
Fondi delle singole università

Voucher Europei (in Italia sono distribuiti dalle singole regioni)

6) accommodations

Il mercato delle stanze in affitto è un inferno, le truffe sono molte e le case che cascano a pezzi pure, soprattutto a Londra. Portale molto utile della University of London Housing Service, con una lista sia di landlords (proprietari) che affittano immobili, che di studenti in cerca di coinquilini. Per accedere bisogna essere studenti iscritti ad una delle universita’ che fanno parte della University of London (http://www.london.ac.uk/colleges_institutes.html)

7) post-ammissione, sconti per studenti e cose da fare

council tax exemption: gli studenti sono esenti. Informate i vostri landlord che spesso se ne fregano.

oyster per studenti

railway card

iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero): e’ obbligatoria, se pensate di risiedere all’estero per piu’ di un anno. Si puo’ fare online a questo indirizzo.

National Insurance Number: è una sorta di codice fiscale, essenziale per lavorare in UK (attraverso questo codice si pagano le tasse e i contributi per la pensione). Se l’università vi offre dei piccoli lavoretti (insegnamento), sarà direttamente il dipartimento delle Risorse Umane ad occuparsene; se pensate invece di trovarvi un piccolo lavoro part-time, dovrete richiederlo al Job Center.

8) Organi dell’università e associazioni studentesche

Le università britanniche offrono una vasta gamma di opzioni associative che possono essere molto utile. I right&advice informano gli studenti dei loro diritti, sono di solito gestiti dalle student union, delle associazioni democratiche di rappresentanza degli studenti. Molte attive anche le societies tematiche che dispongono di piccoli budget dell’università e sono spesso molto attive. I servizi di careers al termine degli studi sono fatti pure molto bene, almeno nelle grandi università. E per chi ha spirito imprenditoriale è bene buttare un occhio ai concorsi per le migliori idee di start-up, ad esempio il Bright Ideas di UCL, che forniscono finanziamenti e supporto a chi voglia lanciarsi in un progetto d’impresa.

In bocca al lupo!