[Referendum sulle trivelle] Io dico SI

Oggi ho votato al “referendum sulle trivelle”.

IMG_4979

Ho messo una croce sul SÌ.

Il quesito era molto, troppo, tecnico. In pratica chiedeva se smettere di consentire agli impianti di estrazioni già esistenti entro la fascia costiera di continuare la coltivazione di petrolio e metano fino all’esaurimento del giacimento, anche oltre la scadenza delle concessioni.

Come sempre in Italia la normativa referendaria e la pochezza della politica costringono un intero Paese a discutere di astrusi tecnicismi invece che delle grandi questioni di interesse nazionale, le sole sulle quali un popolo dovrebbe essere chiamato a esprimersi.

Io che di grandi questioni vorrei parlare, in questo caso ne vedo tre, che ricalcano in buona parte quelle espressi in questa approfondita ed esauriente analisi di tutti i risvolti del referendum.  Sulla base di queste ragioni, che riassumo di seguito, ho votato e vi chiedo di votare sì:

  1. Legalità. Il quesito chiede se abrogare la norma che deroga alle scadenze delle concessioni alle trivellazioni già autorizzate. Beh, non ne dovremmo proprio discutere. Le scadenze si rispettano. Derogare, prorogare, fare un’eccezione, tra l’altro contravvenendo alla legislazione europea, é il solito modo di fare le cose all’Italiana. Vogliamo abrogare questo modo di fare? Io dico di SI.
  2. Tutela dell’ambiente. Lo scorso Dicembre a Parigi, l’Italia ha firmato uno storico accordo che impone di ridurre il prima possibile i consumi di combustibili fossili, come gas e petrolio. Ridurre i consumi va di pari passo col ridurre l’estrazione, che sarebbe il risultato netto del referendum. Vogliamo tramutare l’accordo di Parigi in un impegno concreto a rendere quanto prima più ecosostenibile il nostro piano di approvvigionamento energetico? Io dico di SÌ.
  3. Democrazia. Qui scusatemi ma il governo mi ha fatto arrabbiare di brutto. Approvano delle norme che sottraggono competenze importanti alle regioni. Lo fanno d’urgenza infilandole nel mega decreto “Sblocca Italia”, approvato con la fiducia (quindi con molta poca discussione). Le regioni si organizzano per chiedere un referendum su queste modifiche e il governo prima se ne rimangia diverse, poi fissa un referendum sull’ultima rimasta (la deroga alla scadenza delle concessioni) due mesi prima delle amministrative (che spreco di soldi!) per scoraggiare il voto e per di più invitando apertamente a disertare le urne. Deve il governo imparare a prendere la democrazia un po’ più sul serio? Io dico di SÌ.

E voi?

 

Annunci

Commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...