[Agenda Pisauro | Istruzione] Sapere per contare.

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Sapere per contare.

Un paese senza cervelli abbandonato a se stesso oppure un paese democratico, competitivo e internazionale. Investire nell’istruzione è investire nel futuro, nell’inclusione sociale, nell’emancipazione dell’individuo. La verà libertà si realizza solo spezzando le catene dell’ignoranza. Per questo serve sapere per contare!

Vogliamo un paese che investa nella riqualificazione dell’istruzione pubblica e della figura professionale dell’insegnante, vogliamo una programmazione seria delle modalità di reclutamento che diano certezze e non false promesse, vogliamo una valutazione seria e utile, vogliamo un paese più istruito che punti sulla formazione per tutto il corso della vita.

L’Italia è al penultimo posto tra i paesi industrializzati per investimenti nella pubblica istruzione, con un forte divario di qualità fra Nord e Sud e una sempre minor accessibilità dell’istruzione e della formazione (a tutti i livelli) per i ceti meno abbienti. L’Italia da dieci anni ormai esporta molti più cervelli di quanti ne importa, una ricchezza che se ne va, spesso per sempre, dal nostro paese. La progressiva distruzione dell’istruzione pubblica operata dal ministro Gelmini e continuata dal ministro Profumo ha impoverito l’istruzione pubblica a tutti i livelli avvantaggiando le scuole private, bloccando di fatto il turn-over (salvo poi promuovere iniziative demagogiche come la sanatoria dei precari mascherata da concorso), rendendo sempre più macchinoso l’accesso dei giovani alla professione di insegnante sia nella scuola che nell’Università e distruggendo il tessuto della formazione professionale (facendoci perdere di competitività rispetto ai progetti del Fondo Europeo e di fatto alienandoci dal contesto internazionale). La valutazione del ‘merito’ in ambito scolastico e accademico (prove invalsi, rating delle riviste accademiche) è stato condotto in modo frettoloso, senza garanzia alcuna di trasparenza. Circa il 40% degli Italiani soffre di analfabetismo funzionale (non riesce a comprendere testi complessi come un articolo di giornale).

Questa strage dell’Istruzione Pubblica deve finire, perché un paese che non educa i propri cittadini è un paese in cui vengono meno le condizioni per l’esercizio consapevole dei diritti di cittadinanza; un paese che non punta sull’educazione dei cittadini perde il proprio futuro e ogni aspirazione di dialogo internazionale. Per questo noi proponiamo:

Estensione dell’obbligo ai 18 anni, con delega alle Regioni dell’ istruzione e formazione professionale (Come da modifica del titolo V della Costituzione);

Formazione e istruzione garantite per tutti, dalla nascita alla vecchiaia, ad esempio attraverso l’incremento dei progetti 0-6 anni, l’estensione a tutti i lavoratori dei permessi retribuiti per studio (150 ore) e introduzione per tutte le categorie di lavoratori dell’anno sabbatico per studio, l’approvazione di una legge-quadro nazionale per l’educazione degli adulti, che stabilisca gli standard nazionali di certificazione delle competenze acquisite in tali percorsi;

• Approvazione di un sistema nazionale delle competenze, che possa dialogare con i quadri europei (EQF-ECVET) per garantire la libera circolazione delle qualifiche e dei titoli di studio in tutto il territorio della Comunità Europea;

• Insegnamento di almeno una lingua comunitaria fin dalla scuola primaria;

• Messa a punto di un sistema chiaro di reclutamento degli insegnanti per tutti gli ordini di scuola attraverso concorso pubblico a scadenze fisse; semplificare i ruoli di ricerca e docenza nelle Università e stabilire un sistema di reclutamento chiaro e continuo;

• Messa a punto di un sistema di verifica della qualità della scuola e dell’università con parametri chiari e accessibili al cittadino e che nonincluda soltanto parametri bibliometrici;

Finanziamento della ricerca sia in area scientifica che in area umanistica, valorizzando le iniziative per la conservazione e la fruibilità dei beni comuni, artistici, paesaggistici e del territorio.

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3 risposte a “[Agenda Pisauro | Istruzione] Sapere per contare.

  1. D’accordo sulla maggior parte dei punti in questa pagina. Ma mi piacerebbe vedere delle proposte più concrete! Sul tema della ricerca in Italia (che dovresti conoscere bene) come credete di trovare le risorse per attuare una riforma vera e sensata? Cosa succederà ai ricercatori a tempo determinato prodotti dalla riforma Gelmini, quando il loro periodo e tempo determinato finirà? Dove sono i soldi x assumerli (se meritevoli???). Con quali criteri verrà valutato questo merito? Con le liste di abilitazione nazionale? E poi? Come si sceglierà tra i tanti abilitati? Ancora un concorso? Quali sono, in pratica, le misure da introdurre per rendere il Porcellum-Gelmini-Profumo qualcosa di paragonabile ad un percorso di Tenure-Track in vigore in molti paesi europei, oltre che negli USA?

    • Ciao Vanessa,

      per qualche motivo il tuo commento era finito nell’antispam per cui mi scuso del lungo tempo prima di ricevere questa mia risposta.
      Domande legittime le tue alle quali rispondo come posso. Partiamo dal dato dei finanziamenti: i dati ci dicono che al di là di ogni altra considerazione, il sistema della formazione in Italia è sottofinanziato quindi un ribilanciamento rispetto ad altre voci di bilancio è necessario.
      Ovviamente occorrerà conoscere nel dettaglio lo stato delle finanze ma in generale è pensabile che sarà possibile disporre di qualche risorsa in più per la riduzione del peso degli interessi sul debito e l’allentamento in sede europea dei vincoli sul bilancio.
      Inoltre noi proponiamo di ridurre le spese nel comparto difesa e, aggiungo io, quelle per le rappresentanze diplomatiche.
      Queste risorse, insieme a quelle derivanti dai pensionamenti, devono essere impiegate in primis per garantire prospettive di carriera ai ricercatori meritevoli sulla base di una programmazione seria del numero di posti disponibili.
      Il punto non è tanto lo strumento amministrativo di selezione, il concorso locale va benissimo, ma che il singolo dipartimento sia responsabilizzato ad assumere i migliori, da dovunque essi vengano.
      Il meccanismo di scelta delle commissioni può essere importante ma non è risolutivo.
      L’assenza di certezze ed i tempi biblici per l’immissione in ruolo sono garanzia di opacità e favoritismi verso i fedelissimi di questo o quel gruppo. L’idea sarebbe di andare verso un sistema di carriere diagonali che spezzi il cordone ombelicale che va dal dottorato fino alla cattedra.
      Qui è importante il ruolo della valutazione anche se molte cose andrebbero riviste rispetto all’Anvur. Manca un punto dell’agenda, che uscirà, in colpevole ritardo, oggi, e riguarda proprio università e ricerca.Scusa la mancanza di sintesi, sarò più specifico là!

  2. Pingback: L’Agenda Pisauro | Andrea Pisauro·

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