Perché mi candido – Riprendiamoci il futuro!

When you ain’t got nothin’, you got nothin’ to lose.

Bob Dylan

Da quando, quattro anni fa, ho lasciato il mio paese per trasferirmi a Londra a fare il ricercatore, il mio amore per l’Inghilterra non ha ridotto quello, assai travagliato, per l’Italia.

Ho condiviso con tanti connazionali quel sentimento di rabbia e frustrazione, a volte quel senso di vergogna, che si è spesso costretti a vivere di fronte alle notizie spesso  incredibili che arrivano dall’Italia. Un paese che visto dall’estero appare sempre più piccolo, nella sua incapacità di crescere, di investire nella ricerca, in uno sviluppo sostenibile, nell’innovazione, nel capitale sociale, nelle persone e nelle loro competenze.

Eppure, nelle storie e nei volti degli italiani espatriati, non puoi fare a meno di notare l’incredibile ricchezza umana, professionale e culturale di un paese che continua a esportare cervelli e talenti, competenze e idee, passione e amore per l’Italia. E in questo pezzo d’Italia spesso dimenticata in patria si annida una risorsa formidabile per un paese  inaridito secondo una schema che si è verificato tante volte nella storia: parte chi non si rassegna, aumenta la rassegnazione di chi resta. Ed è proprio perchè io non mi rassegno, perchè a 28 anni non ne sarei mai capace, che scelgo di fare questa battaglia,  di mettermi in gioco in prima persona.

Nel farlo prendo il punto di vista di una generazione spogliata di un futuro e inascoltata, ma preparata e capace e piena di risorse e capacità sorprendenti.

La nostra generazione è la più scolarizzata della storia repubblicana. Abbiamo studiato più dei nostri genitori. Abbiamo girato il mondo più dei nostri genitori. Abbiamo capito più cose e abbiamo visto più cose e siamo stati in più posti e conosciuto più persone di loro alla nostra età. Siamo smarter, and more effective. Ci manca solo la consapevolezza del nostro potenziale e la capacità di fare rete. Io mi candido per contribuire a creare un pezzo di questa rete.

Mi candido per lavorare alla creazione di un tessuto associativo di giovani italiani progressisti nelle varie capitali europee, per dare voce ai giovani emigranti, per dare forza alle loro buone idee, per costruire ponti e legami fecondi di futuro.

Mi candido per portare la voce dei ricercatori italiani all’estero e fare il possibile  per rendere il sistema della ricerca e dell’università italiana all’altezza della sua storia, del suo potenziale e delle qualità delle persone che lo animano.

Mi candido per portare le garanzie e le tutele a favore dei giovani lavoratori precari al livello di quelle che ci sono in tutti i paesi europei.

Mi candido perchè di fronte allo sfacelo di un paese impoverito, corrotto e inaridito, non sento di dover chinare il capo di fronte a chi l’ha ridotto cosi e a dispetto della mia giovane età sento di potere e dovere fare un passo avanti, forte delle mie capacità, del mio entusiasmo, e della mia fantastica squadra. Mettetemi alla prova, metteteci alla prova!

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