[Erasmus] Ma quale voto postale, qua ci vuole il ponte aereo!

L’imbarazzante situazione che si è venuta a creare con l’esclusione, peraltro non nuova, degli studenti erasmus dalle categorie di cittadini a cui è concesso di votare dall’estero per corrispondenza meriterebbe una seria azione del governo.

Si tratta di migliaia di cittadini italiani, che vivono all’estero per periodi compresi tra i tre mesi e un anno e che pertanto non sono soggetti all’obbligo di iscrizione alle liste AIRE.

Come accaduto in precedenti elezioni, il voto per corrispondenza di alcune categorie di cittadini residenti all’estero per periodi inferiori a un anno (militari, dipendenti pubblici, professori e ricercatori universitari) è stato autorizzato dal Presidente della Repubblica con un decreto, il n.233 firmato lo scorso 18 Dicembre, detto anche “salva La Russa” perchè contestualmente riduceva il numero delle firme necessarie alla presentazione delle liste.

In molti hanno proposto di equiparare gli studenti Erasmus a queste categorie per permettergli di votare anch’essi tramite voto postale.

La soluzione non sembra però a portata di mano. Nonostante la promessa di impegno del premier Monti, sembra difficile poter immaginare un decreto legge di dubbia costituzionalità per modificare, in piena campagna elettorale, la platea dei votanti. Eh si perchè gli Erasmus verrebbero accomunati alle altre categorie di cittadini “temporaneamente all’estero” cui è consentito votare nella circoscrizione di Roma capitale. Il tutto rendendo ancora più difficoltoso il lavoro degli uffici consolari già alle prese con un enorme numero di richieste di iscrizione all’AIRE non ancora evase.

Molto più ragionevole e praticabile sarebbe un atto amministrativo che permetta il diritto a un’agevolazione di viaggio, sul modello di quella già prevista per gli elettori residenti in cui non vi sono rappresentanze diplomatiche italiane (rimborso del 75%), magari accordandosi con Alitalia o altre compagnie aeree per istituire una serie di voli a prezzi popolari nei giorni precedenti e successivi al voto. Si tratterebbe di una cifra irrisoria se raffrontata alle spese sostenute per l’organizzazione di un’elezione per il rinnovo delle Camere.

Una soluzione tutto sommato a costi contenuti per garantire un diritto fondamentale di cittadinanza.

Insomma un ponte aereo di democrazia e civiltà. Ne abbiamo certamente bisogno!

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